Giro d’Italia 2025, il bollettino medico dopo la maxi-caduta di Baiano: cinque ritiri e tanti corridori acciaccati

La tappa numero 6 del Giro d’Italia 2025 si è conclusa con la vittoria di Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck), ma rischia di essere ricordata soprattutto per la maxi-caduta che ha scosso il gruppo a una settantina di chilometri dal traguardo. Sono diversi i corridori che hanno riportato delle conseguenze fisiche nella “montonera” che si è verificata e alcuni di loro hanno dovuto lasciare la Corsa Rosa. A ritirarsi sono stati Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe), che ha riportato una commozione cerebrale, Juri Hollmann (Alpecin-Deceuninck), costretto a fermarsi per fratture multiple al braccio e scomposta all’anca, Dion Smith (Intermarché-Wanty, forte dolore al fianco destro) e Jan Hirt (Israel-Premier Tech), per il quale gli accertamenti medici hanno evidenziato la frattura del trocantere della gamba destra.

Nella mattinata precedente il via della settima tappa è arrivata anche la notizia del ritiro di Michel Ries: anche il corridore dell’Arkéa-B&B Hotels era finito a terra durante l’attraversamento del comune di Baiano e pure lui, come Hirt, aveva comunque portato a termine la sesta frazione, ma i postumi dell’incidente gli impediscono di ripartire.

Fra i corridori acciaccati anche la Maglia Rosa, Mads Pedersen (Lidl-Trek), che soffre di dolori al fianco destro. In casa Intermarché-Wanty sono finiti a terra inoltre Gerben Thijssen, Francesco Busatto e Gijs Van Hoecke, senza particolari conseguenze. A terra anche quattro corridori della Bahrain Victorious: si tratta di Damiano Caruso, Fran Miholjevič, Matevž Govekar e Afonso Eulálio. Quest’ultimo è quello che, dei quattro, ha avuto la peggio e viene segnalato come “molto dolorante” dai direttori sportivi della squadra.

Contusi anche alcuni corridori della UAE Emirates XRG, con Adam Yates e Jay Vine che sono finiti a terra, riportando qualche escoriazione. Stesso discorso per Jan Tratnik, Giulio Pellizzari e Nico Denz (Red Bull-Bora-hansgrohe) e per Brandon Rivera (Ineos Grenadiers); il colombiano è stato comunque definito “ok” dal suo direttore sportivo Zak Dempster, nell’immediato dopotappa. Durante la tappa, ma non nell’incidente collettivo, era finito a terra anche Lucas Hamilton, che non ha riportato particolari conseguenze. Con Hamilton, e quindi non nella maxi-caduta, è finito a terra anche Filippo Zana (Jayco-AlUla), pure lui tornato in gara senza danni.

Tornando alla “montonera di Baiano”, in casa Soudal Quick-Step, che ha già perso Mikel Landa durante la prima tappa, hanno toccato duramente l’asfalto Paul Magnier, Gianmarco Garofoli e Josef Černý: quest’ultimo, che ha riportato un duro colpo al ginocchio sinistro, inizialmente pareva destinato a ritirarsi, ma è risalito in sella e ha portato a termine la tappa. Scivolata, senza conseguenze, anche per Davide Piganzoli (Polti-Visit Malta).

Ben quattro i portacolori della Movistar finiti a terra: per Orluis Aular, Jon Barrenextea, Nairo Quintana e Jefferson Alveiro Cepeda, comunque, non sono state registrate conseguenze serie. Contusi anche due corridori della XDS Astana, Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni, che nel proseguimento della tappa hanno richiesto l’attenzione del medico della squadra.

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